Decreto-Legge 29 ottobre 2012, n. 185: disposizioni urgenti in materia di trattamento di fine servizio dei dipendenti pubblici.

 

Per poter ben comprendere la decisione adottata dal Governo con il decreto-legge n. 185 del 29 ottobre 2012, è necessario ripercorrere la normativa in materia di trattamento di fine rapporto dei dipendenti pubblici.

   L’art. 2120 del Codice civile stabilisce che in ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato, il prestatore di lavoro ha diritto ad un trattamento di fine rapporto. Tale trattamento si calcola sommando per ciascun anno di servizio una quota pari e comunque non superiore all'importo della retribuzione dovuta per l'anno stesso divisa per 13,5. La quota è proporzionalmente ridotta per le frazioni di anno, computandosi come mese intero le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni. Salvo diversa previsione dei contratti collettivi la retribuzione annua comprende tutte le somme, compreso l'equivalente delle prestazioni in natura, corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro, a titolo non occasionale e con esclusione di quanto è corrisposto a titolo di rimborso spese.

Tale disposizione si applica anche per i dipendenti pubblici assunti a decorrere dal 1° gennaio 2001 in poi. Invece i lavoratori pubblici assunti in precedenza, sono stati assoggettati alla disciplina relativa al trattamento di fine servizio (TFS) secondo le regole stabilite dal D.P.R. 1032/1973: Retribuzione tabellare annuale + 13ª mensilità x 80% : 12 x numero di anni utili (ruolo, non di ruolo utili di per se, anni riscattati).

L’articolo 12 del Decreto Legge n. 78 del 20120 ha esteso la disciplina del TFR anche ai dipendenti pubblici assunti prima del gennaio 2001: quindi calcolo del trattamento di fine rapporto (TFR) per tutti i dipendenti pubblici, a partire dal gennaio 2011.

   Siccome il trattamento di fine servizio (TFS) prevede l’applicazione di un 2,5% dell’80% della retribuzione imponibile in busta paga ed a carico del lavoratore, mentre il trattamento di fine rapporto (TFR) non prevede alcuna quota a carico dei lavoratori da addebitare in busta paga, da tale passaggio è conseguito un contenzioso. In pratica i lavoratori transitati dal 1° gennaio 2011 al trattamento TFR hanno chiesto l’eliminazione della trattenuta a loro carico del 2% della retribuzione (2,5 dell’80%) come quota a loro carico.

Su tale questione si è pronunciata la Suprema Corte Costituzionale che, con sentenza 223/2012, ha dichiarato illegittima la trattenuta in busta paga dal momento del passaggio al TFR determinando, di fatto, il diritto dei lavoratori alla restituzione delle somme gravate dalla trattenuta di cui sopra.

In tale contesto è intervenuto il Governo che, con l’evidente scopo di evitare aggravi erariali allo Stato, ha emanato il decreto legge 29 ottobre 2012 , n. 185, ha abrogato l'articolo 12, comma 10, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, ripristinando, di fatto, a decorrere dal 1° gennaio 2011, il trattamento di fine servizio per quei lavoratori che ne avevano diritto determinando la cessazione della materia del contendere. Nel citato decreto-legge viene disposto che i trattamenti di fine servizio corrisposti in base alla predetta disposizione prima della data di entrata in vigore del decreto-legge, vanno riliquidati d'ufficio entro un anno dalla predetta data ai sensi della disciplina vigente prima dell'entrata in vigore del citato articolo 12, comma 10, e, in ogni caso, non si provvede al recupero a carico del dipendente delle eventuali somme già erogate in eccedenza.

R.Manzoni

 

TESTO DEL DECRETO LEGGE

 

DECRETO-LEGGE 29 ottobre 2012 , n. 185

Disposizioni urgenti in materia di trattamento di fine servizio dei

dipendenti pubblici. (12G0207)

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

Vista la sentenza della Corte Costituzionale n. 223 del 2012;

Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di emanare misure finalizzate a salvaguardare gli obiettivi di finanza pubblica;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 26 ottobre 2012;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione;

Emana

il seguente decreto-legge:

Art. 1

 

1. Al fine di dare attuazione alla sentenza della Corte Costituzionale n. 223 del 2012 e di salvaguardare gli obiettivi di

finanza pubblica, l'articolo 12, comma 10, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e' abrogato a decorrere dal 1° gennaio 2011. I trattamenti di fine servizio, comunque denominati, liquidati in base alla predetta disposizione prima della data di entrata in vigore del presente decreto sono riliquidati d'ufficio entro un anno dalla predetta data ai sensi della disciplina vigente prima dell'entrata in vigore del citato articolo 12, comma 10, e, in ogni caso, non si provvede al recupero a carico del dipendente delle eventuali somme

già erogate in eccedenza. Ai maggiori oneri derivanti dal presente comma valutati in 1 milione di euro per l'anno 2012, 7 milioni di euro per l'anno 2013, 13 milioni di euro per l'anno 2014 e in 20 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015, si provvede:

a) quanto a 1 milione di euro per l'anno 2012 mediante corrispondente riduzione della dotazione del Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307;

b) quanto a 7 milioni di euro per l'anno 2013, a 13 milioni per l'anno 2014 e a 20 milioni annui a decorrere dal 2015, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2012-2014, nell'ambito del programma "Fondi di riserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2012, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali per 7 milioni di euro per l'anno 2013 e l'accantonamento relativo al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per 20 milioni di euro a decorrere

dal 2014.

2. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio. 3. I processi pendenti aventi ad oggetto la restituzione del contributo previdenziale obbligatorio nella misura del 2,5 per cento della base contributiva utile prevista dall'articolo 11 della legge 8 marzo 1968, n. 152, e dall'articolo 37 del testo unico delle norme sulle prestazioni previdenziali a favore dei dipendenti civili e militari dello Stato di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1032, si estinguono di diritto; l'estinzione e' dichiarata con decreto, anche d'ufficio; le sentenze eventualmente emesse, fatta eccezione per quelle passate in giudicato, restano prive di effetti.

Art. 2

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della

Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addì 29 ottobre 2012